30 Maggio 2016

La libertà religiosa continua a diminuire in tutto il mondo, come emerge dalla XII edizione del Rapporto sulla libertà religiosa della Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS).
Nato nel 1999, il testo fotografa periodicamente il grado di rispetto della libertà religiosa in 196 Paesi, analizzando le violazioni subite dai fedeli di ogni credo. Ancora una volta i cristiani si confermano il gruppo religioso maggiormente perseguitato.
Il fenomeno a cui stiamo assistendo non può essere relegato a “problema di altri popoli”. Se è vero che spesso i governi affrontano solo alcune fasi di emergenza, senza una chiara e organica visione della situazione, al contempo tutti noi siamo chiamati a una maggiore consapevolezza che il diritto alla libertà religiosa è radicato nella stessa dignità della persona umana ed è a fondamento del vivere comune. Diversamente ogni libertà democratica è minata alle radici.

Per contribuire a tale consapevolezza, la Diocesi di Como, il Centro culturale Paolo VI e l’associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre propongono nella sera di lunedì 30 maggio 2016 un incontro-testimonianza con il Dott. Alfredo Mantovano, magistrato e presidente di ACS Italia, e con Mons. Mtanios Haddad, siriano, archimandrita della Chiesa cattolica greco-melchita e rettore della Basilica di Santa Maria in Cosmedin a Roma.

Sulla scia di quanto avvenuto a Roma, con la Fontana di Trevi, il 29 aprile 2016, la basilica di Sant’Abbondio viene illuminata di rosso a ricordo del sangue versato dai martiri cristiani.
Al termine della serata, sul piazzale della chiesa, interviene il Vescovo di Como, Mons. Diego Coletti.

VIDEO

Coordinate incontro

Titolo
  Perseguiteranno anche voi… dove la fede è un delitto
Data
  lunedì 30 maggio 2016, ore 20.45
Sede
  Basilica di Sant’Abbondio in Como
Relatori
– Alfredo Mantovano, presidente Aiuto alla Chiesa che Soffre – sezione Italia
– Mtanios Haddad, siriano, archimandrita della Chiesa cattolica greco-melchita
Intervento  Diego Coletti, vescovo di Como
Enti organizzatori  Diocesi di Como, Centro culturale Paolo VI, Aiuto alla Chiesa che Soffre
Enti in collaborazione  Associazione Genitori Scuole Cattoliche Como (Agesc), Alleanza Cattolica Como, Associazione Giuseppe e Giovanna Clerici, Azione Cattolica Como, Caritas Como, Centro di Aiuto alla Vita Como, Comunione e Liberazione Como, Federazione Italiana Scuole Materne Como (Fism), Istituto Matilde di Canossa, Nuovi Orizzonti Como, Pontificio Collegio Gallio, Scienza & Vita Bassa Comasca, Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti Como (Ucid), Unitalsi Como.

Il 25 novembre scorso ci siamo ritrovati – terzo anno consecutivo – all’Auditorium del Collegio Gallio di Como per incontrare persone che hanno accettato di raccontare la loro esperienza nell’affrontare tematiche oggi drammaticamente in questione.
L’esordio fu il 13 ottobre 2014 con Costanza Miriano su matrimonio e famiglia (La famiglia, terzo incontro del ciclo Come si fa a vivere?).
L’anno scorso – 9 novembre – con Gianfranco Amato sul tema Chi è l’uomo? Realtà e desideri e sull’identità di genere.
Qualche sera fa con Gianna Jessen per una testimonianza sul dono prezioso della vita e sulla tragedia dell’aborto (Oltre la ferita. La bellezza del nascere).
Gianna ha raccontato, con modalità certamente inusuali, sprazzi della propria esistenza drammatica (sopravvissuta incredibilmente a un aborto salino per una serie di circostanze favorevoli).
Chi ha partecipato – oltre 700 persone, più della metà delle quali tra i 15 e i 25 anni – ha (ri)scoperto che si può dire un dignitoso “sì” alla vita anche nelle circostanze oggettivamente più faticose, che le ferite che ciascuno si porta dentro possono trovare un medicamento nel perdono, nella vita di fede, nella tenace obbedienza al fine ultimo della nostra felicità.
Vi è come un filo che unisce le testimonianze di questi tre relatori così singolari, così palesemente diversi, per storia, sensibilità e cultura; un filo che potrebbe riassumersi in alcuni punti fondamentali:

  • la vita vissuta per davvero è dono di sé;
  • vi è un compito per ciascuno che può orientare l’intera esistenza;
  • la nobiltà dell’animo umano rischia sempre pubblicamente la propria testimonianza per
    amore del prossimo, senza ipocrisie o superbia;
  • l’uomo cerca una risposta vera ai suoi desideri più profondi; la pienezza di questa verità è
    incontrabile quando s’incontra personalmente Dio nei suoi inesauribili itinerari.

Quanto accaduto in questi tre anni, con la collaborazione di una trentina di realtà associative, ci sollecita ancora di più a non smarrire il criterio di fondo del nostro sentire, pensare e agire: una cultura “pienamente umana” è una cultura capace di un giudizio ragionevole che arriva fino alla dimensione più profonda del cuore dell’uomo, al suo anelito per la verità, la giustizia e la bellezza.
E questo criterio nasce dalla millenaria tradizione dell’esperienza cattolica che non si è mai stancata di coniugare fede e ragione, che non ha mai confuso il sentimentale con lo spirituale, che nell’amare Dio ha sempre amato la realtà in tutte le sue dimensioni, che ha sempre innestato la carità nella verità. Perché, come disse Benedetto XVI, noi non possediamo la verità, ma siamo posseduti da essa («È la verità che ci possiede, è qualcosa di vivente! Noi non siamo suoi possessori, bensì siamo afferrati da lei», 2 settembre 2012).
Per questo è necessario e utile riguardare e approfondire le ragioni che sostengono la testimonianza
della fede nel mondo, perché la nostra vita si spenda per il bene della società, per il bene di tutti.

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Coordinate incontro
Titolo:
Perseguiteranno anche voi… dove la fede è un delitto
Data: 
30 maggio 2016
Sede:
Basilica di Sant’Abbondio in Como
Relatori: Alfredo Mantovano, presidente Aiuto alla Chiesa che Soffre – sezione Italia
Mtanios Haddad, siriano, archimandrita della Chiesa cattolica greco-melchita

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