LA NOSTRA STORIA

Il Centro culturale Paolo VI di Como sorge nell’aprile 1980 per iniziativa di un gruppo di studenti, giovani lavoratori, insegnanti e professionisti, mossi dal desiderio di approfondire e di comunicare un giudizio sulla realtà che ne colga bellezza e senso, a partire dalla propria esperienza di fede.

Fin dall’inizio l’associazione ha voluto radicarsi nel territorio, con uno sguardo attento all’ambito locale in cui opera, e nel contempo impegnarsi realisticamente di fronte alle problematiche del mondo contemporaneo.
Si è sviluppato così un dialogo aperto con le altre realtà culturali di Como, ecclesiali e civili.

I giovani e le loro problematiche,
la libertà di educazione,
la difesa del diritto alla vita e dei diritti umani in generale,
il senso e il valore della tradizione, della storia e della scienza,
il culto del bello e dell’espressione artistica,
il tentativo di rispondere alle domande ultime sul destino dell’uomo
rappresentano la struttura portante di tutta la sua attività.

In questi decenni si sono alternati incontri e dibattiti su tematiche d’attualità, serate di approfondimento letterario, storico e filosofico, mostre, proposte teatrali, concerti, visite guidate alla scoperta del territorio della diocesi di Como e non solo, proiezioni di film e documentari, corsi per studenti, presentazione di libri, testimonianze di fede vissuta e momenti propriamente ecclesiali (gesti missionari destinati a coinvolgere la città).

Estremamente significative, poi, sono le personalità che hanno animato le proposte del Centro culturale. Solo per citarne alcune:

  • i vescovi Angelo Scola, Elio Sgreccia, Dionigi Tettamanzi, Alessandro Maggiolini, Luigi Padovese, Massimo Camisasca,
  • i sacerdoti Luigi Giussani, Piero Gheddo, Romano Scalfi, Inos Biffi, Bruno Maggioni, padre Samir Khalil Samir,
  • i giuristi Marta Cartabia, Alfredo Mantovano, Gianfranco Amato,
  • gli scrittori Giovanni Testori, Eugenio Corti, Evghenji Vaghin, Franco Nembrini, Davide Rondoni, Costanza Miriano, François-Xavier Bellamy,
  • il pittore William Congdon,
  • gli storici Giorgio Rumi, Réginald Grégoire, Marta Sordi, Franco Cardini, Lucetta Scaraffia,
  • il matematico Giorgio Israel e l’astrofisico Marco Bersanelli,
  • Claire Ly e Gianna Jessen, oltre alle testimonianze provenienti dalla resistenza afgana, dal sindacato polacco Solidarnosc, dall’Est Europa e dall’America Latina, dalle martoriate terre del Libano, della Siria e, in generale, del Medio Oriente.

I versi di Eliot, tratti dai Cori da La rocca, indicano il cammino da fare:

In luoghi abbandonati
Noi costruiremo con mattoni nuovi
Vi sono mani e macchine
E argilla per nuovi mattoni
E calce per nuova calcina
Dove i mattoni sono caduti
Costruiremo con pietra nuova
Dove le travi sono marcite
Costruiremo con nuovo legname
Dove parole non sono pronunciate
Costruiremo con nuovo linguaggio
C’è un lavoro comune
Una Chiesa per tutti
E un impiego per ciascuno
Ognuno al suo lavoro.

 


Il Centro culturale Paolo VI viene fondato l’11 aprile 1980 con atto del notaio Achille Cornelio di Como (n. 16483 di repertorio / n. 5287 di raccolta).
Lo statuto è rinnovato il 4 dicembre 2009 dal notaio Achille Cornelio (n. 70.327/33.577 di repertorio).

Fa parte dell’Associazione italiana Centri culturali (AICC) fin dalla sua istituzione nel 1984.

Il 21 aprile 2011 viene iscritto nel Registro provinciale delle associazioni di promozione sociale (APS) ai sensi della L.R. 14 febbraio 2008 n. 1 (n. CO 64 / sezione F).

Beneficia dei Fondi Legge n. 124 del 4 agosto 2017.

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